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Metropoli nascoste Ottobre 24, 2008

Posted by calomelanoz in antropologia.
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24/10/08 – Amazzonia. Il grande dedalo, uno dei polmoni verdi, il più noto, del pianeta. Immense distese di giungla vergine dove a stento la luce arriva al terreno e dove il suono di migliaia di canti, grida, fruscii si mischia a quello dei frequenti acquazzoni tropicali. Vi si trovano moltissime specie di uccelli, rettili, insetti, molti dei quali ancora ignoti, ancora da scoprire. Qui ancora esistono aree sconosciute all’uomo, zone dove neppure i più sofisticati occhi elettronici dei satelliti riescono a vedere, dove spedizioni di esploratori, propaguli dell’occidente, si sono smarriti e dove, ignorando quello che c’è oltre quell’immenso muro verde ch’è la foresta, vivono tribù di nativi il cui stile di vita è, forse, immutato da secoli

Da molti anni questo immenso contenitore di biodiversità è però sotto pressione. La fame di sviluppo, di pascoli, di legname porta all’abbattimento di enormi aree. Grandi strade rettilinee tagliano come ferite, rosse cicatrici, la grande foresta che lentamente viene a subire una violenta colonizzazione contraendosi sempre più.

Ma questa non è la prima volta.

Dagli studi di ricercatori sia brasiliani che americani nello Xingu, una regione settentrionale dell’area amazzonica brasiliana, è giunta la sorprendente scoperta che già in passato la grande foresta aveva subito una forte, anche se come l’attuale, antropizzazione. Dopo un ampio ventaglio di analisi che hanno spaziato dall’archeologia all’ecologia, con l’impiego di immagini satellitari e di numerosi reperti acquisiti sul campo, si è compreso che in un periodo compreso tra i 750 ed i 450 anni fa, ben prima dell’arrivo dei conquistadores europei, la foresta di questa parte di Brasile ospitasse un fitto reticolo di villaggi.

Questi insediamenti che potevano contare, si pensa, anche un migliaio di abitanti ciascuno, presentavano a quanto pare dai resti lasciati, un notevole grado di organizzazione. Numerose case si affacciavano su diverse piazze e lunghe vie rettilinee andavano formando una fitta ragnatela di linee di comunicazione tra i diversi insediamenti alla quale si andavano anche ad aggiungere ponti e canali che per kilometri s’inoltravano nella foresta supportando, probabilmente, un intenso sistema agricolo.

Si ritiene che tra questi insediamenti ve ne fossero alcuni, circa 15, con un’estensione superiore agli altri e con una popolazione intorno ai 2500 individui. Queste piccole città, che tutte insieme si estendevano per un’area di circa 250 Km2 , si presentavano con una struttura simile alle nostre città: un blocco centrale principale attorno cui si estendeva una periferia. Piccole metropoli ai piedi delle Ande.

Si sa poco sulle cause del loro abbandono ma gli studiosi ipotizzano che l’arrivo degli europei possa aver influito, più che altro indirettamente, in modo massiccio. Forse le grandi epidemie che colpirono le grandi città Azteche ed Incas potrebbero esser giunte fino al cuore della grande foresta portando alla fine di queste piccole, ma non meno sorprendenti città.

di M.Affini

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