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Addio Antartide? Marzo 13, 2009

Posted by calomelanoz in ambiente.
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I tagli pesanti alla ricerca al polo sud decisi dall’ultima finanziaria rischiano di far chiudere “concordia”

Sull’Antartide la bandiera dell’ Italia rischia di essere ammainata. ”La nostra presenza al Polo Sud e’ in pericolo. Una concordiasituazione grave per prestigio, credibilita’ e ricerca scientifica”. L’allarme e’ del responsabile ambiente del Pd, Ermete Realacci, che ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca e dello Sviluppo Economico per chiedere il ripristino dei fondi. Realacci ricorda che nel 2006, con 19 milioni di euro a disposizione, la spedizione in Antartide ha dovuto tagliare l’ 80% della ricerca scientifica programmata. Nel 2007 i milioni di euro disponibili sono stati 13,8 e l’attivita’ scientifica e’ stata ridotta di oltre il 90%. In assenza di risorse destinate nella Legge finanziaria per il 2008, nel gennaio 2008 e’ stato deciso di sospendere la programmazione triennale e in extremis il progetto ha goduto di un finanziamento di 10 milioni di euro da parte del Miur, recuperati dal Fondo ordinario degli enti di ricerca e non da uno stanziamento ad hoc. E’ quindi ”necessario e urgente – afferma Realacci – che i ministeri interessati intervengano al piu’ presto non solo per ripristinare le risorse per la ricerca ma per trovare le misure piu’ idonee per garantire una continuita’ di azione indispensabile per un’attivita’ di ricerca e programmazione pluriennale al pari degli altri Paesi presenti in Antartide”. Il Governo italiano, si ricorda nell’interrogazione, ha sottoscritto il Trattato Antartico il 18 marzo 1981 e il 10 giugno 1985 e’ stata approvata la legge n.284 che istituiva il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra) che fin dal 1985 ha portato a termine (nel periodo 1985-2008), 24 Campagne scientifiche nazionali realizzando anche una base permanente denominata Baia Terra Nova, ora stazione Mario Zucchelli. Poi il progetto di cooperazione Italia-Francia del ‘93 ha permesso la costruzione di ”Base Concordia”. (ANSA). GU

Un milione di frammenti Dicembre 2, 2008

Posted by calomelanoz in spazio.
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19/11/08 – Nonostante i brutti tempi che tirano l’università di Siena ha portato a termine un bel colpo. La notizia, come riportata il 19 Novembre da “il corriere di Siena”, conferma il ruolo di leadership dell’ateneo toscano nella ricerca sull’Antartide e la bontà dell’attività dei ricercatori senesi.

Antartide

L’Antartide è un continente misterioso. Un immenso blocco ricoperto di ghiaccio, chilometri di ghiaccio, sotto il quale sono stati scoperti fiumi, immensi laghi (es. Vostok) e che, causa la crisi internazionale, comincia ad attirare gli interessi dei cercatori di risorse naturali che si stima possano esser immense. Ma anche la superficie non è da meno. Durante l’ultima spedizione del Programma Nazionale delle Ricerche Antartiche, coordinata dall’università di Siena e che ha visto la collaborazione dell’università di Pisa e di quella di Aix-Marsiglia, è venuto alla luce il più grande deposito di meteoriti mai ritrovato prima d’ora.

panorama antartico

Pur se di dimensioni davvero minuscole, il diametro è sotto i 2 mm, queste rocce provenienti dallo spazio hanno un’importanza rilevante per diversi motivi. Prima di tutto il numero: si pensa siano circa un milione.

Secondo: si stima che queste possano essere le più antiche meteoriti, o meglio, micrometeoriti, mai ritrovate. Ciò consentirà di poter stimare il flusso di queste verso il nostro pianeta nell’ordine del milione di anni, cosa impossibile prima.

Terzo: di questo milione circa 3000 presentano un diametro compreso tra il mezzo ed i 2 millimetri. Nonostante si tratti di dimensioni così ridotte queste “piccole giganti” consentiranno di effettuimpatto di un meteorite sulla terraare nuove e più approfondite analisi che sugli altri campioni ritrovati erano impossibili prima.

A confermare ancor più la bontà della scoperta una prima sorpresa: già dalle prima analisi su questo deposito di polvere spaziale ci sono state le prime novità. All’interno dell’ingente numero di campioni v’erano anche delle piccole biglie di vetro terrestre, le microtectiti. Queste sono testimoniano un catastrofico evento: il devastante impatto di un meteorite sulla terra, s’ipotizza in un’area vicina all’Indocina, di cui, sin’ora nulla era noto.

Di Marco Affini