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Intervista ad Angelo Sommaruga maggio 19, 2009

Posted by Marco in ambiente, biologia, cibo, interviste, salute.
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Non ero mai entrato in una cereria. Figurarsi poi farci un’intervista, il rumore dei macchinari al lavoro ed il profumo della cera d’api fusa rendevano quella una sede un po’ “originale” per scambiare quattro chiacchiere con qualcuno. Nessun luogo però sarebbe stato migliore di qAngelo Sommarugauesto visto che si parlava con Angelo Sommaruga, uno dei più importanti apicultori del Verbano. La sua cereria Nord, attiva da più di vent’anni, è divenuta con il tempo un luogo di riferimento per gli apicultori della zona prima,  a livello nazionale, ora. Per questo motivo il sig. Sommaruga è uno dei più importanti collaboratori al progetto “nidi d’ape” sviluppato dall’ITI Cobianchi di Verbania che punta a far luce sullo stato delle popolazioni di apoidei nel Verbano Cusio Ossola e su come la CCD, la grande crisi delle api, abbia colpito anche la lontana provincia piemontese. In quest’intervista il sig. Sommaruga fa il punto sulla situazione nazionale, sulle possibili cause del problema e ci spiega cos’è un apoideo e perché questi piccoli animali siano così importanti per l’uomo e per l’ambiente.

Intervista al prof. Ettore Pacini marzo 31, 2009

Posted by Marco in ambiente, cibo, interviste.
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Quanto sono importanti gli insetti per le piante e quanto noi dipendiamo dal loro “sporco” lavoro?

Prof. Ettore Pacini

Prof. Ettore Pacini

La CCD, la grande sindrome che ha colpito gli impollinatori di tutto il mondo è un problema noto a molti e di cui in questo blog ho già parlato.

Tuttavia oltre alle mie parole volevo che qualcuno di autorevole mi desse un parere e mi spiegasse un paio di cose. Ho subito pensato al prof. Pacini. Chi meglio di lui, un esperto di livello internazionale nel settore dei pollini e dei nettàri, che ha pubblicato i suoi lavori sulle ricerche di mezzo mondo, poteva darmi un parere autorevole?

Ecco quindi l’intervista (divisa in due parti) che con molta gentilezza mi ha concesso.

M. Affini

Cosa sta colpendo le api? febbraio 5, 2009

Posted by Marco in ambiente, biologia.
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31/01/09 – in un precedente articolo (http://tolomeo.wordpress.com/2009/01/03/la-scomparsa-delle-api-un-ricerca-in-piemonte/) ho accennato alla grave situazione delle popolazioni mondiali di api e di impolliapinatori. Da circa un paio d’anni una forte moria ha colpito indiscriminatamente gli alveari di mezzo mondo. Soprattutto negli Stati Uniti, un paese in cui l’agricoltura è una parte preponderante dell’economia, la crisi ha colpito più duramente. Ciò ha portato ad un notevole rincaro del costo degli alveari che vengono “noleggiati” per consentire l’impollinazione delle piante da frutto e degli ortaggi. Mentre questo potrebbe sembrare a prima vista un business ridotto, poco prolifico, informandosi (vedi “la scomparsa delle api” S. Guyaud) si viene a sapere che l’indotto di questa attività coinvolge cifre dell’ordine di milioni di dollari e soprattutto condiziona direttamente il costo di moltissimi prodotti alimentari, ovviamente.buona parte della frutta dipende dall'impollinazione

Tutto questo fa capire come il problema possa avere una rilevanza così importante. Tralasciando le presunte citazioni attribuite un po’ ovunque ad Einstein (“se le api si estinguono all’uomo restano 4 anni” – a grandi linee si dice che il grande scienziato disse questo) sta di fatto che il problema sia davvero grosso. Per questo vi sono in corso diversi studi per trovare un colpevole ed una soluzione. Vi sono già degli indiziati: i neonicotenoidi, un tipo di pesticidi impiegati per conciare le sementi e che, con la crescita della pianta, verrebbero poi ad esser espulsi attraverso gli essudati avvelenando gli animali che vi vengono a contatto; le onde elettromagnetiche che s’ipotizza potrebbero portare al disorientamento degli animali; l’azione di un parassita, il maggiore sospettato è l’acaro Varroa destructor; ed infine il riscaldamento globale.varroa_destructor

Da alcuni studi svolti in Germania sembrerebbe che le onde elettromagnetiche siano praticamente innoque però, inoltre negli Stati Uniti, dove la crisi delle api è molto forte, il numero di cellulari è minore che in Europa. L’effetto dei pesticidi, al contrario, è stato dimostrato ampiamente da diversi studi tuttavia il problema è che anche in aree dove l’utilizzo di queste molecole non c’è stato si è comunque avuta la flessione. Questo fa sì che gli antiparassitari non possano esser gli unici colpevoli. Riguardo l’effetto di Varroa distructor invece risulta evidente la forte incidenza dell’acaro sulle colonie infettate. Per contrastarlo già da tempo si ricorre ad una massiccia sanitatizzazione delle colonie con componenti chimici differenti e con i raggi gamma. Si è anche scoperto che alcune specie orientali di ape (Apis cerana) hanno imparato a rimuovere il parassita dalle colonie riducendone così l’incidenza. Resta inoltre il fattore climatico di fondo: da circa 30 anni il clima va riscaldandosi e da circa 30 anni si ha un costante declino delle popolazioni di api. Che sia un caso?

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