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In costante cambiamento aprile 24, 2010

Posted by Marco in Uncategorized.
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La Terra cambia ed il suo cambiamento porta scompiglio ma è anche il motore stesso della vita e dell’evoluzione. I vulcani, i terremoti, i cambiamenti del clima sono solo alcuni esempi. Proprio di clima e di cambiamento s’è parlato molto a Copenaghen…ecco un video che dovrebbe darvi l’idea di come questi cambiamenti si sono svolti in questi milioni di anni.

Quando un cataclisma salvò il pianeta gennaio 7, 2009

Posted by Marco in ambiente.
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circa 700 m.a. il pianeta fu sommerso dai ghiacci a causa di un’immensa glaciazione. Solo un cataclisma riuscì a contrastare il fenomeno.

07/01/09 – La terra è un pianeta variabile, in costante cambiamento, e proprio ora ce ne stiamo accorgendo. Dopo un periodo relativamente stabile il pianeta si sta scaldando a causa di tanti fattori diversi tra cui, anche, l’attività dell’uomo. Già prima della presenza umana il pianeta è andato incontro a moltissimi mutamenti. Migliaia di anni fa, ad esempio, proprio il genere Homo fu aiutato da immensi cambiamenti climatici: le glaciazioni.

A causa della crescita dei ghiacci infatti il livello dei mari si abbassò di molto e questo fece sì che i nostri avi colonizzassero nuove aree del mondo come ad esempio il continente americano o l’Australia.Terra congelata

Questi cambiamenti, agli occhi di un uomo, possono sembrare eventi immensi ed eterni. Un grande ghiacciaio che dal polo nord arriva direttamente fino alle Alpi Svizzere, oppure un’altra immensa calotta glaciale che copra tutto il Canada ed un pezzo di Stati Uniti, il tutto per migliaia di anni, sono qualche cosa di inimmaginabile. Tuttavia per il pianeta questi sono cambiamenti comuni. Difatti le glaciazioni si verificano, quasi puntualmente, ad intervalli regolari e per alcuni ricercatori possono quasi venire intese con una sorta di “resetaggio” del pianeta. In passato è capitato però che questo “reset” sia stato molto vicino ad un drastico “arresto di sistema”.

Tra gli 800 ed i 600 m.a. si verificarono una serie di enormi glaciazioni. Un paio di queste portarono la terra ad esser molto diversa da quella che è ora. All’origine di tutto vi furono forti anomalie climatiche, grandi precipitazioni soprattutto, che portarono ad un innalzamento dell’albedo (la capacità di un corpo di riflettere la luce senza assorbirne il calore) a livello dei tropici. Questo fatto portò ad un raffreddamento generale visto ch eil pianeta assorbiva meno calore, quindi ad un aumento della copertura nevosa che a sua volta (la neve ha un albedo molto alto) incrementò ancora di più l’albedo del pianeta. L’effetto fu così forte che la superficie del pianeta si raffreddò talmente da pirtare alla nascita d’enormi calotte glaciali che dai poli arrivarono sino all’equatore.

La terra era divenuta un pianeta ghiacciato con una temperatura media di circa 2°C. Probabilmente non tutto il pianeta congelò: alcune zone oceaniche rimasero libere dai ghiacci divenendo oasi in quel grande deserto freddo che si era andato a creare. Rifugi in cui i sopravvissuti trovarono riparo. Mai forse la vita sul pianeta arrivò ad una fase tanto critica.

eruzione vulcanicaTutto durò per circa 100 m.a. fino a quando una serie di potenti eruzioni vulcaniche (alcuni pensano anche all’impatto di un meteorite) rilasciarono nell’atmosfera volumi sufficienti di CO2, vapore acqueo e metano che portarono ad un forte effetto serra che contrastò l’albedo glaciale. Il pianeta cominciò così a scaldarsi lentamente, i ghiacci si ritirarono e molti dei nutrienti che vi erano intrappolati vennero liberati nelle acque oceaniche portando ad un esplosione di vita negli oceani. Molto ossigeno venne liberato nell’atmosfera dagli organismi fotosintetici e la superficie del pianeta, in circa 1000 anni, ritornò ad esser vivibile. A questo evento segue, infatti, l’esplosione del Cambriano in cui vi fu un incredibile boom delle forme di vita.

Chi l’avrebbe detto: la vita sulla terra fu salvata da un cataclisma che ne annullò un altro.

Di Marco Affini

Un milione di frammenti dicembre 2, 2008

Posted by Marco in spazio.
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19/11/08 – Nonostante i brutti tempi che tirano l’università di Siena ha portato a termine un bel colpo. La notizia, come riportata il 19 Novembre da “il corriere di Siena”, conferma il ruolo di leadership dell’ateneo toscano nella ricerca sull’Antartide e la bontà dell’attività dei ricercatori senesi.

Antartide

L’Antartide è un continente misterioso. Un immenso blocco ricoperto di ghiaccio, chilometri di ghiaccio, sotto il quale sono stati scoperti fiumi, immensi laghi (es. Vostok) e che, causa la crisi internazionale, comincia ad attirare gli interessi dei cercatori di risorse naturali che si stima possano esser immense. Ma anche la superficie non è da meno. Durante l’ultima spedizione del Programma Nazionale delle Ricerche Antartiche, coordinata dall’università di Siena e che ha visto la collaborazione dell’università di Pisa e di quella di Aix-Marsiglia, è venuto alla luce il più grande deposito di meteoriti mai ritrovato prima d’ora.

panorama antartico

Pur se di dimensioni davvero minuscole, il diametro è sotto i 2 mm, queste rocce provenienti dallo spazio hanno un’importanza rilevante per diversi motivi. Prima di tutto il numero: si pensa siano circa un milione.

Secondo: si stima che queste possano essere le più antiche meteoriti, o meglio, micrometeoriti, mai ritrovate. Ciò consentirà di poter stimare il flusso di queste verso il nostro pianeta nell’ordine del milione di anni, cosa impossibile prima.

Terzo: di questo milione circa 3000 presentano un diametro compreso tra il mezzo ed i 2 millimetri. Nonostante si tratti di dimensioni così ridotte queste “piccole giganti” consentiranno di effettuimpatto di un meteorite sulla terraare nuove e più approfondite analisi che sugli altri campioni ritrovati erano impossibili prima.

A confermare ancor più la bontà della scoperta una prima sorpresa: già dalle prima analisi su questo deposito di polvere spaziale ci sono state le prime novità. All’interno dell’ingente numero di campioni v’erano anche delle piccole biglie di vetro terrestre, le microtectiti. Queste sono testimoniano un catastrofico evento: il devastante impatto di un meteorite sulla terra, s’ipotizza in un’area vicina all’Indocina, di cui, sin’ora nulla era noto.

Di Marco Affini

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